Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Comitato Regionale per le Comunicazioni Autorità per le Comunicazioni




L'uso sempre più diffuso di internet, specie da parte delle nuove generazioni, comporta la necessità di individuare i pericoli cui i giovani possono andare incontro, le "trappole" costituite da siti con contenuti truffaldini, violenti, pornografici e pedopornografici.

Una volta individuati tali pericoli i giovani vanno tutelati agendo su più fronti, in forma diretta, con l'ausilio della scuola e delle famiglie e impegnandosi sulle fonti e, cioè, sui provider ed i fornitori di servizi.

Giunge quindi quanto mai opportuna la prevista campagna di informazione del Governo e della RAI in proposito.

Sarebbe poi quanto mai necessaria l'introduzione nell'ordinamento penale di un reato di "connivenza" con chi consenta o favorisca l'accesso a materiale violento, pornografico e pedopornografico in internet perseguendo, quindi, direttamente i provider e i fornitori di servizi di connessione.

I Co.Re.Com. o, nelle Regioni ove non siano ancora stati istituiti, i Co.Re.Rat. potrebbero svolgere il compito di referenti istituzionali e già svolgono, in tali materie, importanti funzioni di controllo e sensibilizzazione.

Il Co.Re.Com. del Friuli-Venezia Giulia (*) ha elaborato, con il Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni, una serie di consigli per le famiglie ed i bambini relativamente alla navigazione in internet, che vengono elencati qui di seguito:

  • Senza esercitare un rigido controllo i genitori cerchino di conoscere il modo i cui i figli usano internet (cosa fanno? quali sono i loro interessi?);
  • Trasmettere ai figli interesse per quanto fanno in internet e farsi insegnare il funzionamento del PC e della rete;
  • Evitare di collocare il PC nella camera da letto dei figli, meglio in una stanza d'accesso comune rendendo così l'uso di internet un'attività di famiglia. In alternativa, utilizzare il PC assieme ai figli;
  • Non permettere l'uso della carta di credito (senza autorizzazione preventiva);
  • Insegnare ai figli a non fornire dati o informazioni personali o riscontri oggettivi sulla propria persona (nome, cognome, età, indirizzo, numeri di telefono e cellulari, redditi, indirizzo orari della scuola, nomi di amici, ...);
  • Insegnare ai figli a non accettare mai d'incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete (gli sconosciuti così incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli che si possono incontrare per strada);
  • Insegnare ai figli di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica volgari, offensivi o pericolosi spiegando loro quali sono le regole di buona condotta sulla rete (non usare un linguaggio scurrile o non appropriato e comportarsi correttamente);
  • Insegnare ai figli che l'eventuale compilazione di moduli in internet può avvenire solo dopo l'autorizzazione dei genitori;
  • Concordare con i figli quanto tempo possono trascorrere in internet senza considerare il PC, al pari della televisione, una baby sitter;
  • Inserire nei PC i "filtri salvafamiglie" che impediscono l'accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici) verificando periodicamente il funzionamento corretto di detti filtri e tenendo segreta l'eventuale parola chiave;
  • Nel malaugurato caso in cui si trovasse materiale pedopornografico in un newsgroup o in una community, oppure se si ricevono messaggi di posta elettronica con riferimenti pedopornografici o ancora se si è contattati da un utente che invia materiale pedopornografico, tenta di adescare un minore in una chat o fa intendere di avere rapporti sessuali con minori, occorre avvertire immediatamente il Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni che provvederà a fornire ogni istruzione utile.

 

* La pagina è a cura di Daniele Damele, Presidente del Co.Re.Com. del Friuli-Venezia Giulia, delegato dal Coordinamento Nazionale dei Co.Re.Com.