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Il pontificato di Giovanni Paolo IILa successioneLa sede vacante Secondo le indicazioni lasciate nel suo testamento, il Papa è stato sepolto nelle Grotte vaticane, nel posto che fu di Giovanni XXIII prima che venisse portato in basilica nell'anno 2000 quando fu proclamato beato. La cerimonia di sepoltura è avvenuta subito dopo la Messa esequiale, venerdì 8 aprile. Giovanni Paolo II è stato sepolto nella terra, a circa 1,70 m. di profondità. Mercoledì 13 aprile, le Grotte Vaticane sono state riaperte al pubblico. Il periodo tra il giorno della morte di un papa e l'inizio del pontificato del successore va sotto il nome di "Vacatio del soglio pontificio". E' un periodo disciplinato da norme e procedure specifiche che sono contenute all'interno della costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, varata proprio da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996. Inoltre, secondo un’antica consuetudine, per nove giorni consecutivi si svolgono i Novendiali, particolari celebrazioni dell'Eucaristia in suffragio del Romano Pontefice defunto. Il ConclaveIl Conclave che darà alla Chiesa il successore di Giovanni Paolo II, inizia nel pomeriggio di lunedì 18 aprile 2005. Nella mattinata dello stesso giorno, alle ore 10, viene celebrata nella Basilica Vaticana la Messa "Pro Eligendo Romano Pontefice" ("Per l'elezione del Romano Pontefice"). Alle ore 16,30 avviene il solenne ingresso dei cardinali in Conclave. Il Conclave si svolgerà all’interno della Cappella Sistina ma Giovanni Paolo II ha predisposto che i cardinali alloggino nella più confortevole Casa Santa Marta, all’interno delle mura vaticane. Per la sicurezza e la riservatezza dei cardinali, è stato approntato un moderno sistema di tecnologie che scherma qualsiasi possibilità di comunicazione esterna. Inoltre, tutti gli addetti al Conclave, ecclesiastici e laici (ad esempio medici e infermieri) sono tenuti ad un giuramento di segretezza. Il collegio cardinalizio è composto da 183 porporati, ma solo coloro che hanno meno di 80 anni di età sono eleggibili. Per l’elezione del pontefice sono richiesti i due terzi dei suffragi, calcolati sulla totalità degli elettori presenti. Sono previste due votazioni al mattino e due al pomeriggio. Dopo tre giorni di scrutini senza esito è prevista una pausa di un giorno. Per l’annuncio dell'avvenuta elezione del nuovo Papa rimarrà il rituale della fumata bianca, questa volta accompagnato dalle campane a festa. L'eredità di Giovanni Paolo III ventisei anni di pontificato di papa Wojtyla lasciano una straordinaria eredità. Sui temi sociali, Giovanni Paolo II ha sempre preso una chiara posizione nei confronti di qualunque popolo del mondo: no alla barbarie della guerra, no alla logica del profitto fine a se stessa, no alla strumentalizzazione della religione per fini politici, sì all'economia sociale di mercato. La lungimiranza di Giovanni Paolo II ha evitato che il tracollo dei regimi dell'est alla fine degli anni 80 avvenisse al prezzo di sanguinose guerre civili in tutti i paesi ex sovietici, e ha scongiurato il pericolo che le guerre degli ultimi anni nei Paesi islamici diventassero conflitti di civiltà tra Oriente e Occidente. L'apertura al dialogo con le altre religioni è stato un altro punto cardine dell'azione pontificale di papa Giovanni Paolo II. E’ la grande capacità di comunicazione uno dei ricordi più incisivi di Papa Wojtyla, che ha saputo accorciare le distanze non solo con i propri fedeli ma anche con molti non credenti del nostro tempo, che hanno provato per lui una sincera simpatia e una profonda stima. Il lungo pontificatoIl dialogo interreligiosoLa pace, il dialogo interreligioso, il perdono sono stati tratti caratteristici del suo pontificato. Già nel 1965, dopo aver partecipato ai lavori del Concilio Vaticano II, Karol Wojtyla aveva scritto insieme ai vescovi polacchi una lettera di riconciliazione ai vescovi tedeschi, contenente le famose parole: "Perdoniamo e chiediamo perdono". Il 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II ha compiuto la storica visita alla sinagoga di Roma durante la quale disse alla comunità ebraica: "Siete i nostri fratelli maggiori." Il 26 marzo del 2000 ha lasciato la sua preghiera nel Muro del Pianto a Gerusalemme. "Giovanni Paolo II - ha spiegato il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche d'Italia - non ha mai confuso l'appello per la pace con l'invito a raccogliersi attorno a una sola bandiera." Il richiamo alla paceNegli ultimi anni segnati dal terrorismo internazionale e dall'inasprimento del conflitto in Medio Oriente, Giovanni Paolo II aveva voluto sgomberare il campo dal fantasma della guerra di religione. Aveva ripetuto che nessuna guerra si giustifica in nome di Dio, e aveva raccomandato una soluzione basata sul dialogo e sugli accordi. Il Presidente della Repubblica Ciampi ha ricordato in proposito: "Ha operato, con ammirevole perseveranza, perché le tre grandi culture che si affacciano sul Mediterraneo diventino pienamente consapevoli del loro comune destino, ripudino la violenza e riconoscano finalmente che la pace è la sola via da percorrere." Al parlamento italianoAncora un richiamo alla pace e alla democrazia, anche all'interno di un singolo Stato, il papa lo aveva rivolto il 14 novembre 2002 nella memorabile visita al Parlamento italiano. "Una democrazia senza valori - ha detto - si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia." I viaggiGiovanni Paolo II ha voluto vivere il suo pontificato quanto più possibile incontrando il prossimo. Ha compiuto 92 viaggi extra italiani, visitando tutti i continenti. Alcune di queste visite hanno assunto agli occhi dell'opinione pubblica un significato storico, oltre che pastorale. Basti pensare a Cuba, nel 1998, o alla Terra Santa durante il Giubileo del 2000. Ogni viaggio ha avuto in programma un incontro con i giovani, che il Papa considerava interlocutori speciali. Inoltre ha promosso la Giornata Mondiale della Gioventù nella Domenica delle Palme, che ogni due o tre anni è stata affiancata da grandi raduni internazionali, in estate, presente il Santo Padre. La sofferenza
03/04/2005
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